DOUBLE DECISION
ACRILICO, PASTELLO, MATERICO
SU TELA
L’opera Double decision di Simona Carbone si configura come una riflessione visiva intensa sul tema della scelta, intesa non soltanto come atto razionale ma come condizione esistenziale.
Su una superficie dominata da una cromia chiara e rarefatta, quasi sospesa in una dimensione atemporale, emergono segni grafici netti e incisivi che si articolano in una composizione duale. La struttura dell’opera appare divisa in due poli simbolici, ciascuno caratterizzato da una diversa tensione direzionale: da un lato l’energia ascensionale, dall’altro una dinamica discendente e centripeta. Questa opposizione genera un campo visivo in cui lo spettatore è chiamato a confrontarsi con il senso della propria posizione nel mondo.
Il linguaggio formale adottato dall’artista, costruito attraverso l’uso combinato di acrilico, pastello e materia, rivela una ricerca orientata alla sottrazione. Il segno, ridotto alla sua essenza, diventa gesto primario, quasi archetipico, evocando simboli universali che appartengono a una memoria collettiva e spirituale. La superficie pittorica non è mai completamente neutra: leggere tracce, graffiature e stratificazioni suggeriscono un processo di sedimentazione emotiva, come se ogni decisione fosse il risultato di un percorso interiore complesso.
In questa prospettiva, la “doppia decisione” non rappresenta soltanto una biforcazione, ma un momento di consapevolezza. L’opera invita a riflettere sulla condizione contemporanea, segnata da continui passaggi e trasformazioni, dove scegliere significa assumere la responsabilità di una direzione. Il vuoto che circonda i segni non è assenza, ma spazio potenziale: un territorio mentale in cui il dubbio diventa possibilità e la tensione tra opposti si trasforma in equilibrio dinamico.
La poetica di Blacksy si colloca così in un ambito di ricerca che coniuga minimalismo segnico e profondità simbolica, restituendo allo spettatore un’esperienza contemplativa e insieme destabilizzante. L’opera si impone come una soglia visiva, un invito silenzioso a interrogarsi sul valore del proprio orientamento esistenziale, trasformando la pittura in strumento di introspezione e dialogo.
© 2026 Maria Di Stasio – Testo critico
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