Testi critici: Il cuore narrato dell'arte

La sezione “Testi Critici” raccoglie le mie analisi curatoriali dedicate alla ricerca artistica contemporanea.
Ogni testo nasce da un dialogo con l’artista e si sviluppa come approfondimento poetico e teorico della sua pratica.
Scrivere di arte significa entrare in ascolto, restituire senso, costruire visione.


LA CUSTODIA DELL'ESISTENZA - LUCIANO VUNICH

Esistono immagini che, pur richiamando iconografie profondamente radicate nella storia dell’arte, riescono a sottrarsi alla semplice ripetizione del passato per aprire nuove possibilità interpretative. È quanto accade in questa nuova opera di Luciano Vunich, in arte Modi’t, dove la figura materna diventa il centro di una riflessione che attraversa iltema della protezione, della memoria, dell’identità e del legame primordiale tra due esistenze.

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CODICE ALFA Quando la materia dell’uomo diventa linguaggio dell’arte

Con Codice Alfa, Luca Berno entra simbolicamente nel luogo più intimo dell’essere umano: non il corpo nella sua forma visibile, ma ciò che lo precede, lo costruisce e, almeno in parte, lo determina. Il codice genetico e il sistema neuronale diventano materia plastica di un’opera che tenta di rendere visibile ciò che normalmente appartiene all’invisibile.La scultura nasce infatti dall’incontro di due immagini immediatamente riconoscibili: la doppia elica del DNA e il neurone. Due strutture differenti, ma profondamente legate alla definizione dell’individuo. Da una parte l’informazione biologica, dall’altra la complessità della mente; da una parte ciò che ereditiamo, dall’altra ciò che apprendiamo, ricordiamo, immaginiamo e trasformiamo.

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SEME DI NAPOLI - ANTONIO ESPOSITO

In Seme di Napoli, Antonio Esposito non rappresenta semplicemente il mito di Partenope: ne ricerca il momento della trasformazione, scegliendo di raccontare ciò che accade quando una fine smette di essere soltanto una fine e diventa origine.Partenope è raffigurata capovolta. Non emerge dalle acque, ma vi si immerge. È una precisazione fondamentale, perché determina l'intera direzione narrativa dell'opera: lo spettatore non assiste a una rinascita intesa come risalita, ma a una discesa. La figura procede verso il fondale, verso una dimensione nella quale il corpo perde progressivamente la propria consistenza e l'identità individuale comincia a dissolversi.Il dipinto è attraversato da una netta separazione cromatica. La parte superiore, calda e terrosa, appartiene ancora alla superficie; quella inferiore precipita invece progressivamente nell'azzurro e poi nel blu. La diagonale che divide questi due mondi impedisce qualsiasi sensazione di equilibrio. Non c'è un orizzonte stabile: c'è una soglia.Ed è sulla soglia che Antonio Esposito colloca la metamorfosi.

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L’ultimo canto. La materia come soglia nella ricerca di Stefania Tagliabue

Con L’ultimo canto, Stefania Tagliabue sembra spingersi verso un territorio nel quale la materia non costituisce più soltanto il supporto dell’immagine, ma diventa parte integrante della sua costruzione simbolica. La pirografia su tavola in noce massello, unita all’acrilico e alla foglia argento, genera infatti una superficie complessa, attraversata da contrasti che appartengono tanto alla tecnica quanto al significato dell’opera.

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L'artista e il suo altrove - Approfondimento all'opera di Luciano Vunich in Arte Modi't

Ci sono opere che raccontano una scena e altre che, partendo da una scena riconoscibile, finiscono per interrogarsi sulla pittura stessa. In questo lavoro di Luciano Vunich, in arte Modi’t, le due dimensioni sembrano incontrarsi: un artista nel proprio spazio, una finestra aperta sulla notte, una tela, una sedia, pochi oggetti quotidiani. Eppure, dietro questa apparente semplicità narrativa, si costruisce un’immagine molto più complessa, nella quale differenti linguaggi pittorici convivono e si contaminano.

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L'abbraccio come architettura della relazione

Esistono abbracci che durano un istante ed altri che continuano a vivere nella memoria. Poi esistono abbracci che non appartengono soltanto a due corpi, ma diventano il simbolo stesso delle relazioni che costruiscono l'esistenza.Nell'opera L'abbraccio, Luca Berno sceglie di non rappresentare la figura umana. Non vi sono volti, mani o gesti riconoscibili. Al loro posto compare un organismo complesso di linee, curve e connessioni che si cercano, si attraversano, si sfiorano e si sostengono reciprocamente.È proprio in questa rinuncia alla rappresentazione che risiede la forza dell'opera.L'abbraccio non viene mostrato. Viene reso visibile attraverso la sua energia.

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L'attesa come luogo dell'anima

Nella pittura di Luciano Vunich, in arte Modi't, il silenzio non coincide mai con l'assenza. Al contrario, diventa uno spazio fertile in cui il pensiero prende forma e l'interiorità trova finalmente il coraggio di manifestarsi.In quest'opera una figura femminile siede immobile su una poltrona. Il corpo appare raccolto, le mani si intrecciano in un gesto composto, mentre il volto, inclinato con delicata naturalezza, sembra rivolgersi verso qualcosa che sfugge allo sguardo dello spettatore. Non c'è tensione, non c'è dramma. Esiste soltanto un tempo sospeso.Alle sue spalle una finestra non apre semplicemente verso l'esterno, ma suggerisce la presenza di un altrove. Accanto ad essa una forma luminosa, simile a una piccola fiamma o a un pensiero che prende consistenza, introduce una dimensione simbolica che attraversa l'intera composizione. È il segno di qualcosa che non appartiene al mondo materiale: un ricordo, un'intuizione, una memoria che continua a vivere oltre il visibile.

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Marco Verdelli – Il paesaggio come memoria dell'anima

Esistono artisti che dipingono ciò che vedono ed altri che, invece, dipingono ciò che hanno profondamente vissuto. Marco Verdelli appartiene con naturalezza a questa seconda categoria. La sua pittura non nasce dall'esigenza di descrivere un luogo, ma dalla necessità di custodirne l'essenza, trasformando il paesaggio in una dimensione interiore dove memoria, emozione e silenzio convivono in un equilibrio di rara delicatezza.

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LORENZO TROMBINO - NATURE MORTE

In Nature Morte, Lorenzo Trombino rilegge il concetto tradizionale di natura morta, trasformandolo in una composizione che supera la semplice rappresentazione degli oggetti per diventare un archivio della memoria e dell'esperienza. L'opera si sviluppa attraverso una stratificazione di fotografie, frammenti tessili, superfici pittoriche e interventi materici che dialogano tra loro in un equilibrio dinamico, dando vita a una narrazione aperta, fatta di richiami, ricordi e suggestioni.Le immagini della natura – vigneti, campi coltivati, frutteti – convivono con oggetti della quotidianità e materiali appartenenti alla sfera domestica. Nessun elemento assume un ruolo gerarchico rispetto agli altri: ogni frammento conserva la propria identità, contribuendo alla costruzione di un paesaggio interiore in cui il vissuto personale si intreccia con la dimensione universale del ricordo. La dominante cromatica dei blu e dei verdi, attraversata da improvvise accensioni di rosso e di bianco, conferisce alla composizione una tensione visiva che alterna quiete e movimento, memoria e presenza.

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Il custode del viaggio - uomo, animale e memoria nell'universo di Modi't

Nella ricerca artistica di Luciano Vunich, in arte Modi't, gli animali non rappresentano mai semplici presenze decorative o narrative. Essi abitano le opere come figure simboliche, custodi silenziosi di un dialogo antico tra l'essere umano e la dimensione invisibile dell'esistenza.In questa nuova opera, un cavallo bianco e una grande creatura alata accompagnano la figura centrale in uno spazio sospeso, privo di coordinate temporali e geografiche. Non siamo di fronte a una scena reale, ma a un paesaggio interiore.Il cavallo, da sempre simbolo di libertà, viaggio e forza spirituale, assume qui il ruolo di compagno e guida. La sua presenza non appare dominante ma rassicurante, quasi protettiva. L'uomo e l'animale condividono lo stesso silenzio e sembrano appartenere alla stessa memoria.Accanto ad esso compare una creatura alata che richiama l'immaginario degli angeli, dei messaggeri e delle figure di passaggio tra mondi differenti. Le sue ali sembrano custodire non soltanto il movimento, ma la possibilità stessa della trasformazione.Tra le due presenze si inserisce un elemento ulteriore: la tavolozza del pittore, luogo simbolico della creazione e della nascita dell'immagine. Non è un dettaglio casuale. L'arte diventa il ponte tra la dimensione concreta e quella interiore, tra ciò che è visibile e ciò che continua ad abitare il territorio del sogno.Ancora una volta Modi't non racconta una storia precisa, ma costruisce una condizione emotiva.Le sue figure sembrano vivere sulla soglia.Tra giorno e notte.Tra memoria e desiderio.Tra terra e cielo.Tra realtà e immaginazione.

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