ROBERTA BALDASSANO - RIFLESSI DI LUCE

Pubblicato il 13 aprile 2026 alle ore 16:56

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roberta Baldassano

Riflessi di Luce

Acrilico su tela

40x80


In Riflessi di luce, Roberta Baldassano costruisce uno spazio che non si lascia semplicemente guardare, ma che chiede di essere attraversato. La superficie pittorica si presenta come un campo stratificato, quasi geologico, in cui il colore non è mai definitivo ma continuamente in transito, come se ogni gesto conservasse memoria di quello precedente e allo stesso tempo lo negasse.


La prima impressione è quella di una vibrazione luminosa che emerge dal contrasto tra toni caldi – ocra, ruggine, bruni profondi – e improvvise accensioni di turchese. Questa dialettica cromatica non è decorativa, ma strutturale: è il luogo stesso in cui la luce si manifesta. Non una luce descrittiva, ma una luce interiore, che filtra, si deposita, riaffiora. Il turchese, in particolare, agisce come una fenditura, una possibilità di respiro dentro la densità materica della composizione.
L’opera si costruisce per addizione e sottrazione. Strati di colore sembrano essere stati applicati, coperti, graffiati, lasciando emergere tracce, residui, segni che evocano una temporalità sospesa. In questo senso, la pittura di Baldassano dialoga con una dimensione quasi archeologica: ogni superficie è una pelle che trattiene il tempo, ogni segno una traccia di passaggio. La luce, allora, non è un punto di partenza ma un esito, qualcosa che affiora dalla profondità del fare pittorico.
Al centro della composizione, linee sottili e sinuose si insinuano come traiettorie fragili ma persistenti. Non delimitano, non chiudono: piuttosto suggeriscono, accompagnano lo sguardo in un percorso che non ha una direzione univoca. Queste linee introducono una tensione tra controllo e abbandono, tra gesto e riflessione, come se l’artista oscillasse consapevolmente tra impulso e misura.
Non vi è figurazione riconoscibile, e tuttavia l’opera non è mai completamente astratta nel senso di distante o autoreferenziale. Al contrario, sembra evocare frammenti di paesaggi interiori, memorie visive che affiorano senza mai fissarsi. È una pittura che lavora per allusioni, per risonanze, lasciando allo spettatore il compito – e il privilegio – di completare il senso.


Riflessi di luce si impone così come un’indagine sulla percezione: cosa vediamo davvero quando guardiamo? E quanto di ciò che vediamo appartiene all’immagine, e quanto invece alla nostra esperienza? Baldassano non offre risposte, ma apre uno spazio di possibilità, un campo in cui lo sguardo è chiamato a rallentare, a sostare, a perdersi.
In un tempo dominato dalla velocità e dalla saturazione visiva, questa opera rivendica il valore della complessità e della stratificazione. Non si concede immediatamente, non si esaurisce in un colpo d’occhio. Richiede attenzione, disponibilità, tempo. E proprio in questa richiesta risiede la sua forza: nel ricordarci che la luce più autentica non è quella che illumina tutto, ma quella che, riflettendosi, rivela lentamente ciò che resta nascosto.

 

 

© 2026 Maria Di Stasio – Testo critico
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