SIMONA CARBONE - THE ONE

Pubblicato il 14 aprile 2026 alle ore 12:17

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“THE ONE”

80X100

ACRILICO SU TELA - 2025


Nel silenzio rigoroso della pratica pittorica di Simona Carbone, da sempre affidata alla disciplina del bianco e nero, The One si manifesta come un’apparizione inattesa, quasi un evento. Non è semplicemente un’eccezione cromatica, ma una sospensione della regola, un momento in cui la grammatica consolidata dell’artista si incrina per lasciare spazio a una necessità più profonda, più urgente. Il colore, qui, non entra in scena: irrompe.


La superficie pittorica si costruisce attraverso una tensione continua tra controllo e abbandono. Tracce lineari, segni sottili e quasi architettonici tentano di ordinare lo spazio, di tracciarne coordinate e limiti; eppure, su questa ossatura si innestano campiture dense, blocchi cromatici che sembrano emergere come presenze autonome, come corpi che resistono a ogni tentativo di sistematizzazione. L’equilibrio è sempre provvisorio, sempre sul punto di cedere.
La composizione si polarizza in una dialettica visiva netta: da un lato una zona chiara, aperta, attraversata da segni leggeri e sospesi, che evocano un respiro, un vuoto carico di possibilità; dall’altro una regione scura, stratificata, quasi impenetrabile, in cui la materia pittorica si addensa fino a farsi peso, profondità, silenzio. In questo spazio duale si gioca un confronto che non è opposizione statica, ma tensione dinamica, un continuo slittamento tra luce e ombra, presenza e assenza, costruzione e dissoluzione.
Ed è proprio in questo campo di forze che il colore si manifesta come necessità espressiva. I rossi accesi, vibranti e talvolta violenti, i toni turchesi che aprono varchi di respiro, gli accenni caldi dell’arancio: ogni intervento cromatico appare come un gesto decisivo, non reversibile, quasi un atto di affermazione. Il colore non descrive, non accompagna, non orna: interrompe. Segna. Divide e connette allo stesso tempo. È evento e ferita, energia e memoria.


Sapere che The One è l’unica opera a colori realizzata dall’artista nell’arco di un anno amplifica ulteriormente la sua portata. Questo dato non è un semplice elemento biografico, ma una chiave interpretativa fondamentale: il dipinto si configura come un unicum non solo nel titolo, ma nella sua stessa esistenza. È un gesto isolato e, proprio per questo, radicale. Un momento in cui la pratica si apre a ciò che normalmente viene trattenuto, controllato, forse evitato.
Il titolo stesso, The One, si carica allora di una pluralità di significati. È l’unico, certo, ma anche ciò che unifica, che tiene insieme le tensioni opposte che attraversano la tela. È singolarità e centro, deviazione e sintesi. In questa ambiguità risiede la forza dell’opera: essa non si limita a distinguersi dal resto della produzione, ma ne diventa una sorta di punto di condensazione, un luogo in cui le contraddizioni si rendono visibili e operative.
In The One, Simona Carbone sembra mettere in scena non tanto una variazione stilistica, quanto una soglia. Una linea sottile tra ciò che è noto e ciò che ancora non ha forma, tra la disciplina e il rischio, tra il linguaggio e la sua possibile trasgressione. La pittura diventa così un campo di attraversamento, in cui ogni segno e ogni colore portano con sé il peso di una scelta irrevocabile.


L’opera non offre risposte, ma trattiene lo sguardo in uno stato di sospensione attiva. È un luogo in cui qualcosa è accaduto — e continua ad accadere — senza mai risolversi del tutto. In questa tensione irrisolta, The One trova la sua necessità più autentica: essere, semplicemente e radicalmente, l’unica.

 

 

© 2026 Maria Di Stasio – Testo critico
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