DA ME A TE - TOMMASO MARCELLO

Pubblicato il 3 agosto 2026 alle ore 17:37

"Da me a te" – Tommaso Marcello


Nella ricerca scultorea di Tommaso Marcello la forma non è mai semplice costruzione plastica, ma diventa il luogo in cui un'emozione trova il proprio linguaggio. Da me a te si inserisce pienamente in questo percorso, traducendo uno dei sentimenti più universali e profondi – l'amore di un genitore per i propri figli – in una sintesi formale di straordinaria eleganza.
L'opera rinuncia a qualsiasi rappresentazione descrittiva per affidarsi alla forza evocativa della linea. Le due forme ascendenti sembrano nascere dalla stessa materia, per poi differenziarsi senza mai separarsi realmente. È proprio in questa tensione tra unità e autonomia che si sviluppa il cuore concettuale dell'opera: la crescita non è una frattura, ma una naturale estensione dell'origine. Il figlio si allontana, conquista il proprio spazio, ma continua a custodire dentro di sé la memoria della forma da cui proviene.
L'abbraccio suggerito dalla composizione non è un gesto di possesso, bensì di protezione. La figura maggiore accoglie, sostiene e orienta, lasciando tuttavia alla figura più piccola lo spazio necessario per elevarsi. Tommaso Marcello riesce così a rappresentare uno degli aspetti più complessi della genitorialità: amare significa custodire senza trattenere, accompagnare senza impedire il cammino dell'altro. È una presenza che non invade, ma resta, silenziosa e costante, come fondamento invisibile dell'identità.
La scelta del rosso amplifica ulteriormente questa lettura. Non è soltanto un colore: è materia emotiva. Richiama il sangue, il battito del cuore, la vita che si trasmette da una generazione all'altra. La superficie lucida cattura la luce trasformandola in vibrazione, quasi a suggerire che quell'energia affettiva continui a pulsare oltre la consistenza fisica della scultura. La materia sembra perdere peso, diventando presenza viva, memoria, respiro.
Anche il vuoto centrale assume un valore determinante. Non rappresenta un'assenza, ma uno spazio di relazione. È il luogo simbolico nel quale si costruisce il dialogo tra le due forme, dimostrando come i legami più autentici non abbiano bisogno del contatto continuo per esistere. La distanza, in questa visione, non interrompe l'amore: lo rende consapevole della propria forza.
Dal punto di vista linguistico, Marcello conferma una poetica fondata sulla sottrazione. Elimina ogni elemento superfluo fino a raggiungere una forma essenziale, capace di parlare a chiunque senza rinunciare alla profondità del significato. La scultura assume così un carattere universale: pur nascendo da una dedica personale ai propri figli, supera la dimensione autobiografica per raccontare ogni relazione fondata sull'amore incondizionato, sulla cura e sulla continuità tra le generazioni.
Da me a te diventa quindi una riflessione sul tempo, sull'eredità affettiva e sul senso stesso dell'esistenza. È la testimonianza di come ciò che riceviamo da chi ci ama continui ad abitare il nostro percorso, anche quando la vita ci conduce lontano. Tommaso Marcello trasforma un sentimento intimo in un'immagine di grande forza simbolica, dimostrando come la scultura possa ancora oggi essere uno strumento capace di rendere visibile ciò che appartiene alla sfera più invisibile dell'essere umano: il legame che unisce, protegge e continua ad accompagnare, oltre ogni distanza.

 

A cura di Maria Di Stasio

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